![]() |
|
|||||
| Home | Artista| Opere | Critica | Recensioni | Compagnia Novarte | News | Contatti |
![]() |
||
|
"...Tiziano Soldavini, diversamente da alcuni altri artisti contemporanei che intenderebbero servirsi
del dono ricevuto come un trampolino per porsi al di sopra degli altri, propende, con la sua chiarissima
attitudine alla comunicazione universale e all’insegnamento, per porgere al suggerimento della contemplazione
e dell’ apprendimento, quale magnifico dono, quelle emozioni naturali che scaturiscono quasi magicamente
dalle sue opere e dal suo innato desiderio di divulgazione del sapere, immortalato magistralmente nelle
sue creazioni..." Josè Van Roy Dalì Figlio di Salvator Dalì, pittore, scrittore |
SIMBOLISMO E CATARSI DEL CONCETTO CREATIVO Nel visionare le Opere di Tiziano Soldavini e nel perdersi concretamente in quelle numerose esplosioni di colore che ci invitano alla riflessione insinuandosi benevolmente nella nostra anima, è possibile entrare nel mondo multicromatico del suo immaginario per colloquiare immediatamente con l’Artista nel linguaggio a lui più congeniale: quello della sua tavolozza. È un Pianeta semplicemente magnifico, idealistico, individuale e coerente, quello che l’Artista ci invita a visitare attraverso i suoi vivacissimi dipinti, saturi di peculiari iridescenze, miscelate sapientemente e proposte allo spettatore come meravigliosa lettura che induce alla intelligibilità globale, o come una dolcissima sinfonia che introduce, nell’anima di chiunque, sogni capaci di travolgere e rivoluzionare i cardini della comune fantasia. Tiziano Soldavini, diversamente da alcuni altri artisti contemporanei che intenderebbero servirsi del dono ricevuto come un trampolino per porsi al di sopra degli altri, propende, con la sua chiarissima attitudine alla comunicazione universale e all’insegnamento, per porgere al suggerimento della contemplazione e dell’ apprendimento, quale magnifico dono, quelle emozioni naturali che scaturiscono quasi magicamente dalle sue opere e dal suo innato desiderio di divulgazione del sapere, immortalato magistralmente nelle sue creazioni. Questa sua esagitata volontà di abbracciare l’universo e di porsi in simbolica competizione con l’estetica tradizionale dalle forme classicheggianti cela forse il desiderio di diffondere, con la sua coloratissima arte, messaggi subliminali in grado di allietare le nostre instabili anime e di illuminare le nostre sterili coscienze avvalendosi dei poteri della cromoterapia insiti nelle sue creazioni? Oppure, l’artista intende sottolineare, con suoi lavori, alcuni aspetti paradossali della natura meravigliosa che ci circonda e che non siamo più in grado di apprezzare senza l’ausilio di qualcuno in grado di farci riflettere sulla sublime perfezione della semplicità e della complessità della vita? Libertà, Ricordi, Semafori di pace, Le stagioni, Fenicotteri, Al pascolo, La casa sul monte, Sinfonia di colori, Arcobaleno in Vietnam, questi alcuni titoli delle composizioni artistiche di Tiziano Soldavini: opere alternativamente cariche di materia e nel contempo dotate di una leggerezza quasi magica. In alcune, insieme alla forza immaginativa abbinata alla foga della creazione che le rende simili a sculture su tela o a costruzioni virtuali dell’immaginario metamorfico, sembra di scorgere delle gabbie aperte alle farfalle dell’erudizione. E, mentre mi appresto a scalare simbolicamente La Sagrada Familia del Gaudì alla ricerca della mia anima perduta nell’oceano incolore del nulla, mi sembra di sentir fuoriuscire, dalla policromatica simbologia di Tiziano Soldavini, alcune composizioni musicali eseguite dalla London Promenade Orchestra, diretta da Eric Hammerstein, come: Mormorio di primavera di Sindig, Aria zingaresca di Sarasate e, sulle ali di quelle note, mi accorgo di volare dalle magiche atmosfere di Wassily Kandisky a Sole di Parigi di Marc Chagal. Per posarmi, solo temporaneamente, prima di riprendere il volo, sull’Albero di Mondrian e inebriarmi ancora, attraverso un sublime Campo di grano al tramonto di Van Gogh. Un gioco, sapientemente filtrato dalla volontà dell’artista, dall’impatto della materia che si fa arte, assieme all’anatomia del colore e al Puntinismo informatizzato, proiettato verso l’Astrattismo assolutista del concetto liberatorio. Il discorso coloristico di Tiziano Soldavini assurge così verso una nuova dimensione in cui tutto è sublimazione estetica, quasi una lezione di umanità e di moralità essenziale, tesa a trasmetterci quel messaggio propedeutico che ci consentirà l’accesso a quel suo mondo ideale, purtroppo ancora immaginario, in cui i verbi dare e avere, hanno il medesimo significato, e il valore materiale delle cose non suscita alcun interesse. Uscendo definitivamente, quasi in punta di piedi, dal percorso immaginario costituito dalle pitture di Tiziano Soldavini, volte incessantemente alla ricerca esasperata della bellezza come raggiungimento della propria meta spirituale, sembra quasi uscire dal Caffè del litorale più puri e più propensi a socializzare e a non stupirci se, nell’osservare attentamente un’opera d’arte, ci sembrerà di percepire le stesse emozioni provate nello scoprire per la prima volta una delle tante meraviglie che la natura ci offre senza chiedere in cambio nulla, se non il dovuto rispetto per coloro che ci circondano. Quindi, nel simbolismo e nell’appagamento dello spirito del concetto creativo di Tiziano Soldavini, è possibile talvolta scorgere un suggerimento divino. Josè Van Roy Dalì Figlio di Salvator Dalì pittore, scrittore UN UNIVERSO PLASTICO IN CUI COSCIENZA E MATERIA PITTORICA S'IDENTIFICANO L'UNA CON L'ALTRA Le opere di Tiziano Soldavini mi portano a fare alcune osservazioni e ad approfondire alcuni elementi di riflessione. Appare subito evidente che il Soldavini utilizza con grande abilità strutture materiche e le colloca con precisione geometrica sulla tela cercando effetti che non sono solo di carattere immediato. La materia pittorica ha una sua estensione ma non ha struttura formale perché l’occhio coglie la materia e la dispone in modo molto libero. Avvertiamo le qualità tattili della materia pittorica usata ora con delicatezza, ora con più violenza, ma evocando sempre immagini di grande intensità. Nei suoi quadri la materia è organizzata secondo una intima tessitura, che può somigliare a graffiti o a materiali diversi e normalmente estranei alla pittura. L’insieme genera una emozione che va al di là del disegno, del colore della forma. Tiziano Soldavini riesce a creare un universo plastico in cui coscienza e materia pittorica s’identificano l’una con l’altra. L’artista ha risolto nella sua pratica i problemi della pittura inserendosi totalmente nella tematica della ricerca artistica dei nostri tempi. I colori acrilici utilizzati sulla juta come materia prima mi ricordano il maestro Alberto Burri, ma con una fantasia più coloristica e più surreale. Nell’Opera Sinfonia di colori anche i chiodi trovano una loro armonia data dalla geometria e dall’allegria del colore. Bottoni e corde assumono un effetto ottico. Estraniante e con capacità molto forte di carica surrealista. Per finire osservo alcune affinità di stile con alcuni artisti appartenenti alle avanguardie storiche: in particolare per l’uso libero del colore il surrealista Mirò e per le geometrie il pittore Mondrian. Prof. Paolo Salanitri Storico dell’arte, critico e teorico degli stili |
|