...Don Tiziano sa che lui è un “pennello” nelle mani di Dio, che tutto è pervaso dalla grazia di Dio, che quanto più sarà puro e trasparente, come Maria, nel lasciarsi pervadere dalla vera Luce, tanto più potrà restituire nella sua arte il messaggio di amore che Gesù, Figlio di Dio, ha rivelato e manifestato a tutti noi...
Carlo Sarno
Architetto organico
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Comunicare con la dolcezza del tratto e del colore
Ho guardato su un monitor di computer i quadri dell’amico don Tiziano Soldavini e ho scoperto che sono “belli”.
Come i cieli all’alba e al tramonto con i loro colori tersi o sfumati, eterei o caldi; i prati fioriti in primavera, le distese di papaveri rossi nel giallo dell’estate, le fantasie di rossi e di verdi nei boschi dell’autunno, il magico intrecciarsi del bianco e del nero nelle pianure innevate dell’inverno; i volti dei bambini che esprimono l’innocenza primordiale, quella voluta dal Creatore per entrare nel suo Regno, i loro libri illustrati, i loro quaderni, le lettere alla mamma e al papà, i loro disegni colorati a pastello, occasioni non di vanto o di superbia, ma di semplice dono di sé che intende arrivare al cuore dell’altro.
Ecco, questo è il “bello” che io vedo nei quadri di don Tiziano.
Un “bello” messo fra virgolette perché non sempre è secondo i canoni del mondo, che spesso fa della bellezza un parametro commerciale (si pensi a quante volte è stato utilizzato un bel volto di donna per vendere un prodotto!) o la utilizza a fini speculativi (quante volte il “bello” nell’arte è stato “certificato” da critici interessati a far lievitare in modo scorretto il valore economico di un artista o di scuola!).
Un “bello” che per il cristiano è quello vero, quello universale che davvero “salverà il mondo”, quello non scontato, non banale, quello che nasce da un faticoso lavoro di sintesi delle convinzioni più profonde e di adeguamento all’ultimo comandamento di Gesù: «Amatevi gli uni gli altri come vi ho amati io», che è la distillazione del messaggio evangelico.
Don Tiziano, prete impegnato nel mondo della solidarietà, uomo che pone l’amore al centro della sua vita, estrae da sé le immagini della realtà, avvolte ancora nell’innocenza primordiale, e le “dona” agli altri, confezionate con linee semplici e comprensibili (proprio perché possano diventare “dialogo”), con colori sempre vivaci e nitidi, spalmati a piene mani su juta, carta, legno e altri materiali e dando alle composizioni titoli che rievocano il suo impegno cristiano nel sociale.
Ma non fa solo questo. Ricerca dentro di sé e nel volto dei fratelli l’impronta del Creatore, che ci ha voluti “a sua immagine e somiglianza”, e la rivela nelle sue opere, per dimostrare che si può comunicare la propria fede anche con la pittura, senza la forza delle parole sussurrate o urlate, ma con la dolcezza del tratto e del colore.

Giorgio Bertella
Editrice Marna


La pittura come dono d’amore
Una vera Arte Cristiana non può che scaturire da un artista profondamente cristiano, che vive la sua fede e la sua creatività con umiltà e verità. E questo è proprio il caso di don Tiziano Soldavini, una persona che ha ascoltato la voce di Dio, ha pronunciato il suo “sì” seguendo la sua vocazione religiosa, ma anche un artista che con convinzione abbraccia la concezione di un’arte intesa come “dono d’amore”, comunicazione visiva innestata nella dinamica trinitaria.
Vivere il Mistero della SS. Trinità e dell’amore intratrinitario significa concepire la vita nel suo vero significato, come luogo di amore, partecipazione, fratellanza verso tutto il creato. Questa comunione spirituale conduce l’artista alla concezione di una pittura che corrisponde alla risposta gioiosa della creatura verso il Creatore e Salvatore: da ciò deriva che le sue opere sono pervase da un rigoglioso e gioioso pluralismo di colori ed effetti materici che tendono a restituire un’immagine visibile e bella di un’armonia invisibile in cui siamo immersi, in cui lo stesso artista si sente immerso e consapevolmente ne fa parte anche agli altri.
Don Tiziano sa che lui è un “pennello” nelle mani di Dio, che tutto è pervaso dalla grazia di Dio, che quanto più sarà puro e trasparente, come Maria, nel lasciarsi pervadere dalla vera Luce, tanto più potrà restituire nella sua arte il messaggio di amore che Gesù, Figlio di Dio, ha rivelato e manifestato a tutti noi.
«Gloria Tibi Trinitas et captivis libertas!», cioè «Gloria a Te Trinità e agli schiavi libertà!», questo sembra esclamare la pittura di don Tiziano Soldavini: il colore, le forme, i materiali uniti armonicamente si compongono nella sua pittura per donare al prossimo un messaggio di vita, libertà, speranza, bellezza e amore che ci trasforma e ci purifica. Grazie, don Tiziano, per la tua arte che fonde la forma e la materia in una meravigliosa unità spirituale, aprendo i nostri cuori alla realtà di amore di Dio.
Carlo Sarno
Architetto organico


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