...Lo sguardo di Tiziano Soldavini ci riconcilia, per così dire, con l’immagine. È uno sguardo che procede per illuminazioni interiori e giunge da lontano, traccia traiettorie invisibili agli occhi ma visibilissime al cuore, geometrie dell’assenza che l’esercizio della carità ricompone...
Maria Di Lorenzo
Scrittrice e giornalista
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Un artista insolito e di singolare efficacia
Purtroppo credo che la deluderò, perché non amo affatto tracciare giudizi rispetto ai singoli artisti.
La sua dialettica espressiva fa di Lei un artista insolito e di singolare efficacia.
Il suo lavoro si sviluppa lungo un alternarsi di momenti complementari, che riflettono razionalmente non solo le intermittenze tormentose della sua coscienza critica, ma anche le fratture connesse a un quotidiano sempre più incomprensibile e contraddittorio.
Tutto il suo modo di operare rivela un’ansia creativa che si realizza nella continua reinvenzione e manipolazione di materiali nuovi e diversi.
Questa caratteristica lo costringe a sfuggire la ripetitività, a cercare ogni volta di non adagiarsi sulle certezze acquisite grazie alle sue notevoli doti progettuali ed esecutive.
I risultati che ottiene nell’uso e nell’assemblamento di materiali vari evocano paesaggi mentali, superfici drammatiche, luminosità coloristiche calde e tangibili.
C’è in Lei una capacità di evocare forze e colori che attengono a una scelta linguistica fortemente enunciativa, una sorta di inquietudine, e persino rabbia, che si intuisce nasca nel momento stesso in cui Lei sceglie il colore, in cui decide come dipanarlo, allargarlo sulla tela, la quale alla fine appare quasi violentata dai colori del pennello.
Ma ci sono anche momenti più meditativi, dove la cromia può assumere movenze morbide e significativi abbandoni, da cui nascono immagini illusorie e allusive, e dove l’espressività si dilata fino ad eccedere dallo spazio della tela.
Engy Garufi
Consulente d’arte


Il cielo capovolto
Noi uomini e donne del terzo millennio viviamo nella civiltà dell’immagine, e dalle immagini siamo continuamente sollecitati, spesso irretiti, bombardati come lo siamo quotidianamente da fotogrammi di luce frantumata e convulsa. Mai come ora, però, nella presente civiltà dell’immagine, l’immagine s’è così svilita, banalizzata, deformata in molteplici cloni di vuota apparenza.
Lo sguardo di Tiziano Soldavini ci riconcilia, per così dire, con l’immagine. È uno sguardo che procede per illuminazioni interiori e giunge da lontano, traccia traiettorie invisibili agli occhi ma visibilissime al cuore, geometrie dell’assenza che l’esercizio della carità ricompone.
…Mai come in questo caso, allora, proprio accostandoci all’opera di questo artista-sacerdote, possiamo affermare che veramente l’arte è una vocazione all’amore, esercizio supremo di quella carità che genera non inquietudine ma gioia “quieta” e che, nel dinamismo fluido di finito e infinito, umano e divino, oltre il segno scansivo del tempo, semina la nostra vita di stupore.
Come si fa a vivere allora senza il mistero?
E come si può spiegare il mistero e tradurlo in parole comprensibili fatte di luce e colori?
Il mistero è qualcosa di intraducibile e don Tiziano Soldavini, che al Mistero ha consegnato la sua vita di uomo per essere dono per gli altri, questo lo sa molto bene. E sa pure che ciò che tieni per te lo perderai fatalmente, mentre ciò che un giorno dopo l’altro avrai donato agli altri resterà tuo per sempre.
Ecco da dove nasce allora – secondo me – la sua seconda vocazione di artista e anche il senso stesso della sua opera pittorica: un dono anch’esso, come il sacerdozio, che non si può tenere tutto per sé ma che esige, una volta ricevuto, di essere ridonato a sua volta.
Navigando dentro l’oceano quotidiano della distrazione, senza scoraggiarsi mai, per osservare le montaliane forme della vita che si sgretola, “scialo di triti fatti”, andando oltre la tentazione del “cielo vuoto” per ricercare ogni giorno, ricreato e proposto dal proprio sguardo controcorrente, il senso più autentico del nostro essere al mondo: è ciò che l’opera di don Tiziano esprime nelle accensioni pittoriche e nel caos ardente spesso rappresentato sulla sua tela.
Con le sue profonde antenne emotive Tiziano Soldavini ci svela a poco a poco il magma dell’esistenza per inserirlo sub specie aeternitatis e con il suo impegno umano e artistico – artistico proprio in quanto umano e spirituale – fa a noi tutti la carità forse più alta che c’è: quella della Bellezza.
Maria Di Lorenzo
Scrittrice e giornalista

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